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Le migliori luci per la produzione video

Updated: Jun 25, 2019

Le esigenze di illuminazione possono variare a seconda che voi facciate parte di una grande casa di produzione o un piccolo vlogger fai da te, ma ogni nicchia ha il suo prodotto ideale. Ci sono diverse variabili da tenere in considerazione nella scelta della luca migliore da utilizzare per i vostri progett. La temperatura del colore, l’indice di resa, il tipo di illuminazione e le opzioni di alimentazione sono solo alcune di queste. Questo articolo vuole rispondere alle domande che ogni video maker dovrebbe porsi prima di acquistare delle nuove luci e fornire un elenco delle migliori scelte sul mercato.


Caratteristiche delle luci


Temperatura del colore

La temperatura del colore è una misura della qualità della luce misurata in gradi Kelvin. E’ un fattore molto importante, soprattutto quando si lavora con più fonti di luce diverse. Se giriamo una scena all’interno di una casa illuminata da luci al tungsteno con un valore nominale di 3200 Kelvin e regoliamo la camera di conseguenza, la luce all’interno della stanza apparirà bianca, mentre la luce diurna che attraversa le finestre apparirà blu. Al contrario, se bilanciassimo il bianco basandoci sulla luce che entra dalla finestra, le fonti di luce al tungsteno interne apparirebbero arancioni. La maggior parte delle volte, l’obiettivo è quello di unificare la temperatura del colore di tutte le sorgenti luminose. Questo si può fare tramite l’uso di appositi gel o semplicemente scegliendo fonti di luce con la stessa temperatura colore.

Al momento dell’acquisto, considerate quale temperatura si adatta meglio al tipo di lavoro che dovete eseguire. Avrete bisogno di luci bilanciate per gli interni (3200K), esterni (5600K) o forse sarebbe meglio puntare su soluzioni regolabili che possano offrire una vasta gamma di temperatura colore?

L’indice di resa L’indice di resa cromatica descrive la capacità di una sorgente luminosa di restituire fedelmente i colori del soggetto. Il Color Rating Index (CRI), sviluppato negli anni ’60, è l’indice di riferimento. 100 è il punteggio perfetto per la resa dei colori, ma solitamente un rating di 95 o superiore viene considerato ottimo. Tutti i maggiori produttori, nelle schede tecniche, indicano il livello di resa cromatica dei loro prodotti.

La qualità della luce

Un altro parametro da tenere in considerazione quando volete illuminare una scena è la durezza della luce.

L’illuminazione diretta, crea molto contrasto con le ombre, da un tono drammatico e accentua trame e dettagli. Questo tipo di illuminazione si ottiene spesso tramite delle speciali lenti che permettono di mettere a fuoco un fascio di luce altamente direzionabile. L’illuminazione indiretta invece diffonde la luce omogeneamente, sembra avvolgere il soggetto. Lascia ombre con bordi graduali, passando lentamente da luce a buio. E’ spesso ritenuta più adatta per illuminare una persona in quanto, riducendo le rughe, tende a far sembrare il soggetto più giovane. se stai pensando a questo tipo di soluzione dovrai cercare dei pannelli e delle luci con scatole morbide.

Luce dura e luce morbida creano una sensazione differente e specifica nei telespettatori. Sapere come l’illuminazione influirà sul pubblico consente ai produttori di raccontare storie in modo efficace.

Alimentazione

Tenete in considerazione anche il tipo di alimentazione che dovranno avere le vostre luci: Cavi di alimentazione, batterie o entrambi? Chi lavora in studio avrà ovviamente esigenze diverse da un documentarista di viaggio. Controlla sempre anche quanta energia consuma un kit di illuminazione, l’output energetico può essere misurato in wattaggio (w), lumen, candele o lux.


Categorie di luci

Diamo adesso un’occhiata ai quattro principali tipi di luce utilizzati nella produzione video. Ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi e alcuni sono più accessibili di altri.


HMI

Le luci HMI utilizzano vapore di mercurio e alogenuri metallici per creare un’alta resa luminosa con un’efficienza energetica ottima. Restituiscono una luce molto simile a quella solare (6000K).

Queste luci richiedono un grosso investimento iniziale ma possono permettervi di risparmiare sui costi energetici a lungo termine. Di contro, peso ed ingombro sono molto elevati. A meno che non vi imbattiate in un set cinematografico professionale, sarà difficile trovare una di queste grandi luci. E’ un’opzione che sconsigliamo al produttore medio-piccolo.

Tungsteno

Le luci al tungsteno sono versioni super potenti della vecchia lampadina a incandescenza per uso domestico. Con 3200K, il tungsteno restituisce la temperatura colore standard per l’illuminazione di interni. Nel caso noi volessimo ottenere temperature colore differenti, dovremo applicare del gel. Le luci al tungsteno sono a basso costo e hanno una buona resta cromatica. Il lato negativo è che si scaldano molto, richiedono molta energia e devono essere maneggiate con cura (preferibilmente sempre con i guanti), anche quando sono fredde. Per anni, l’illuminazione al tungsteno ha dominato sui set cinematografici, ma ultimamente, soprattutto grazie all’illuminazione LED, è una tipologia di luce che sta cadendo in disuso.

Fluorescenti

Le luci fluorescenti usano il gas per creare un bagliore, che viene poi amplificato da uno strato di rivestimento al fosforo. Queste luci sono molto efficienti da punto di vista energetico e la loro gamma colore può variare dai 2700K ai 6500K. L’illuminazione fluorescente ad uso domestico può creare dei problemi di “sfarfallio”, ma questo non succede per luci fluorescenti create appositamente per il video making.

LED

Le unità LED (diodo a emissione di luce) sono molto efficienti dal punto di vista energetico ma di conseguenza producono un output limitato. Sono un’opzione in rapida ascesa nel panorama cinematografico. Hanno una durata di vita estremamente lunga, consentono un oscuramento totale e sono molto più robuste e sicure rispetto alle altre lampade. Inizialmente presentavano costi molto elevati, ma con la diffusione di questa tecnologia, il prezzo scende di anno in anno



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